LA VIA DEGLI DEI – INTERVISTA AD UNA VOLONTARIA AIC

Valentina è una ragazza fiorentina, da molti anni celiaca e volontaria AIC. Ha sempre avuto una forte dedizione e passione nello sport, soprattutto adora combattere in sala e camminare all’aria aperta. Questo l’ha portata a studiare, ad allenarsi e a organizzare il cammino lungo la Via degli Dei. Ha camminato per 5 giorni con fatica, ma con la determinazione di arrivare in fondo. E la sua soddisfazione non è stata solo aver fatto un’esperienza così unica, ma anche di esserci riuscita da celiaca.


Di seguito alcune domande che le ho posto per raccontarci la sua Via degli Dei.

Ciao Valentina, raccontaci di te e della tua vita da celiaca!

Ho 34 anni e lavoro da molti anni in un supermercato di Firenze, la città in cui vivo. Adoro passare il tempo allenandomi e uscire con gli amici, soprattutto per andare a mangiare fuori…rigorosamente cibi senza glutine, dato che questa primavera ho festeggiato i miei primi 10 anni da celiaca. Non ho mai vissuto la celiachia come un problema o un limite, sicuramente anche grazie al supporto della mia famiglia, che mi ha sempre insegnato a non lamentarmi essendoci una cura: l’alimentazione giusta! In questo percorso da celiaca sono sempre stata spronata tanto da mia mamma, che mi ha permesso di reagire fin da subito ed apprezzare nel tempo gli aspetti positivi che si possono trarre. Quando ero più piccola questo approccio alla celiachia e alla vita in generale non mi apparteneva molto, ma adesso ci credo e non posso far altro che ringraziarla. Da poco diagnosticata celiaca, mi iscrissi all’Associazione Italiana Celiachia e feci il corso per diventare tutor nell’ambito del progetto Alimentazione Fuori Casa (AFC è il network di locali informati da AIC alla preparazione e somministrazione di alimenti/pietanze senza glutine). Ho seguito e continuo a seguire diversi locali della mia città che offrono pasti senza glutine in sicurezza. Ho partecipato spesso come volontaria anche ad eventi sportivi, come le maratone che ogni anno si svolgono a Firenze.

Ci spieghi in cosa consiste la Via degli Dei e come è nata la voglia in te di fare questa esperienza?

La Via degli Dei è il percorso escursionistico che unisce Piazza Maggiore a Bologna con Piazza della Signoria a Firenze, oltrepassando l’Appennino Tosco-Emiliano. Si tratta di un percorso molto antico, in quanto frequentato già dagli Etruschi che vivevano in queste terre e dai Romani come via principale per raggiungere Arezzo partendo da Bologna. Negli ultimi anni è stata riscoperta da molte persone che decidono di mettersi in cammino, per il piacere di camminare e soprattutto per attraversare ambienti naturali così unici. Conoscevo dai racconti la Via degli Dei fin da piccola perché mio padre è nato in un paesino dell’Appenino e molto spesso in auto abbiamo viaggiato in quelle zone. Era da tempo che leggevo libri e mi informavo, perché mi sarebbe piaciuto fare questa esperienza, ma per vari motivi non avevo mai organizzato la partenza. Durante il lockdown invece ho iniziato a studiare seriamente il percorso, perché sentivo che era il momento giusto di mettermi in gioco. Molte guide, sia cartacee sia elettroniche, raccontano nei dettagli il percorso, tutte con una nota in comune: che la fatica sarebbe stata ripagata dalla bellezza incontrata, quindi mi sono decisa… parto!

Come ti eri preparata e cosa avevi pianificato prima della partenza?

Frequento ormai da 10 anni una piccola palestra di arti marziali, dove mi alleno con frequenza. Quest’anno, non potendo lottare fisicamente, ho avuto la fortuna di poter continuare gli allenamenti a distanza in casa. Il mio istruttore mi ha indirizzato sulla preparazione fisica da seguire e soprattutto mi ha fornito un grosso supporto motivazionale ed emotivo. In estate ho incrementato l’attività fisica andando a camminare, con le stesse scarpe e lo stesso zaino con cui poi sono partita a Settembre. Essendomi prefissata l’obiettivo di trascorrere 5 giorni in cammino, prima della partenza avevo pianificato le tappe e avevo quindi prenotato i posti dove dormire tra quelli suggeriti nelle guide lungo il percorso.

Visto il peso limitato dello zaino da portare in spalla, come ti sei organizzata con i pasti senza glutine?

Tutte le guide che ho consultato consigliavano di portare uno zaino con un peso non superiore agli 8 kg, inclusi i 2 litri di acqua. Spazio per tutti i prodotti senza glutine, che di solito porto con me nei viaggi, ovviamente non c’era! Sono riuscita a fare entrare un po’ di frutta secca, pezzetti di parmigiano e qualche barretta energetica, che mi hanno davvero salvata nei momenti di fatica. La cena la facevo nei B&B dove ho soggiornato. Nessuno di essi aderisce al network AFC, ma lungo il percorso non ho trovato alternative. Al momento della prenotazione ho spiegato bene la mia situazione e le attenzioni da adottare in cucina per la preparazione dei piatti che avrei scelto (la mia formazione da tutor mi ha aiutata nel sapermi approcciare ai ristoratori anche in questo caso!). Per cena ho sempre ordinato secondi piatti e cibi semplici da cucinare, per esempio carne alla griglia e verdura; alcuni locali avevano a disposizione anche la pasta senza glutine, ma non mi fido molto dei locali non certificati, in quanto non è sufficiente la materia prima, ma anche una serie di accortezze e procedure per non avere contaminazioni durante la sua preparazione. Solo una sera ho avuto il piacere di provare un locale AFC nelle vicinanze di un B&B… ho mangiato un piatto di tortelli mugellani la fine del mondo! Quando arrivavo alla meta successiva, prima di andare a rilassarmi nel B&B, mi fermavo nella bottega del paese per comprare qualche salume e formaggio per farmi i panini per il pranzo successivo (ero riuscita a infilare nello zaino anche qualche fetta di pane confezionato); in alternativa mangiavo gli snacks che mi ero portata riuscendo sempre ad arrivare in piedi alla meta.

Quanto ha pesato la celiachia nella scelta di fare questo cammino?

La celiachia non ha influito sulla decisione presa, in quanto mai è stata motivo di rinuncia di un viaggio o di un’esperienza. Pochissimi giorni prima della partenza, al momento di fare lo zaino, mi sono sentita sinceramente un po’ superficiale nel non averla considerata affatto, ma la mia caparbietà e forza hanno prevalso e mi sono riuscita ad organizzare anche con poco!

Sicuramente ti ha trasmesso molto questa esperienza… la consiglieresti?

Se hai voglia di metterti in gioco, di sfidare te stessa e le tue paure, se hai voglia di passare del tempo con la natura in parte da solo, ma anche conoscendo altri viandanti come te lungo la via, allora sì la consiglio fortemente! Ovviamente aspetto da non sottovalutare è la preparazione fisica, perché è davvero impegnativo, dovendo camminare molte ore facendo continuamente salite e discese. Quindi prepararsi per tempo senza improvvisarsi e, per esempio, dividendo il percorso in un maggior numero di tappe è fondamentale.

Cosa suggeriresti ad un celiaco che vorrebbe fare come te la Via degli Dei?

Come prima cosa, gli direi di non farsi spaventare dal poco spazio nello zaino. Cioccolata, barrette energetiche, frutta, frutta secca, parmigiano e salumi senza glutine si trovano facilmente nei punti di sosta e sono anche piccoli da portarsi dietro. Come seconda cosa suggerisco di chiamare in anticipo e spiegare bene la celiachia ai ristoratori dei B&B dove si soggiorna. Come terza cosa? Godersi la meraviglia del viaggio, che personalmente mi ha arricchito tantissimo e mi ha svuotata dai tanti pensieri negativi del momento!

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Giulia Papi

Giulia Papi

30 anni, ingegnere biomedico, inguaribile viaggiatrice fiorentina. La celiachia, i viaggi e Firenze sono le costanti della mia vita! Ho scoperto di essere celiaca dieci anni fa al primo anno di università, quando al cambio di studi si è aggiunto quindi un cambio di vita ben più profondo legato all’alimentazione...

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