La celiachia e l’amicizia a tavola

I veri amici capiscono le tue esigenze, ma io a volte preferisco stare in loro compagnia piuttosto che cercare sempre il locale adatto a me, e mi accontento di un'insalata. Tu come la pensi?

“La celiachia quando arriva, arriva…”: parafrasando la frase di un celebre spot pubblicitario natalizio, con la celiachia puoi conviverci da piccolo, ma allo stesso tempo puoi iniziare a conoscerla nel corso della vita. E così la celiachia non la vive solo la persona celiaca, ma di riflesso anche le persone a noi care, i nostri partner, i parenti ed i nostri amici. Avere a che fare con la celiachia vuol dire viverla, non vuol dire assolutamente isolarsi, ma scoprire un mondo nuovo.

Ed ecco, il mondo nuovo, modificato e stravolto dalla dieta senza glutine, lo scopri soprattutto quando si è in compagnia, quando si ha fame, quando si vuol andare a mangiare una pizza con gli amici per trascorrere una bella serata insieme e staccare la mente dai pensieri giornalieri.

Io ci convivo da sempre e personalmente ho sempre trovato Amici con la A maiuscola che hanno sempre messo al centro dell’attenzione, quando si tratta di scegliere dove andare a mangiare, non tanto me – in un gruppo si sceglie insieme – ma la mia celiachia, anzi la nostra, perché siamo diventati, nel corso degli anni, in due nel nostro gruppo.

Non è una moda, non è una scelta, è una necessità che non è mai pesata più di tanto a loro (certo qualche mugugno magari l’hanno fatto, soprattutto quando si era più piccoli). Forse è pesata più a me che magari preferivo far conoscere nuovi locali ed evitare che loro, a causa mia, non li potessero frequentare.

Francamente, se posso scegliere, magari andrò contro corrente, preferisco stare in compagnia rispetto ad abbuffarmi sempre nello stesso posto: va bene anche un’insalata o una fettina ai ferri di tanto in tanto, ma ovviamente gluten free (devono essere sicure, non contaminate).

Allo stesso modo non è sempre semplice trovare amici che la pensano come i miei, magari sei nuovo in un gruppo o magari non sono così Amici con la A maiuscola come credi, e allora la celiachia sì che pare un limite, un vincolo, una privazione per te e per i tuoi amici.

Non è semplice lo so, ma come sempre dobbiamo far conoscere la celiachia, ancor di più di quanto non lo si faccia già, spiegare che il dover mangiare senza glutine per noi non è una moda del momento ma è una necessità e, perché no, capire se la loro è una vera amicizia o meno.

Sensibilizzare e formare i ristoratori è l’ulteriore passo che ogni celiaco deve proporsi di fare. Nel corso degli anni siamo passati dalla triste situazione di non trovare niente per noi, alla ben più pericolosa situazione di rischio di contaminazione in chi dice di fare gluten free ma in realtà non è formato. Ma nonostante ciò i ristoratori che si contraddistinguono per la loro professionalità sono ancora tanti.

Non c’è cosa migliore del trascorrere una buona serata in compagnia davanti a del buon cibo, la celiachia è solo una guida enogastronomica che ti fa scegliere il posto giusto dove andare.

8 risposte

  1. I miei amici sono sensibili e vengono incontro alle mie esigenze. Ciò non toglie che io spesso mi senta in colpa, perché a causa mia, vengono fatte alcune scelte e non altre e soprattutto serve sempre pianificare, non si può mai andare a cuor leggero. È una condizione difficile, ancor più se si tratta di aperitivi i cene a casa di amici, dove il senso di colpa aumenta oppure tornano fuori tristezze per non poter assaggiare tutto e ci si ricorda di una qualche forma di esclusione. Il cibo è socialità e per una persona celiaca lo è frammisto ad ansia e interrogativi. Sono rari i momenti in cui si può essere sereni e non pensare alla propria condizione mentre si è con gli altri. Soprattutto forse in Italia, dove la convivialità legata al cibo è così sentita.

    1. Ciao Stefania, grazie per aver commentato. Mi rivedo parecchio nella prima parte del tuo commento, un po’ meno nella seconda. Non dobbiamo avere sensi di colpa, né sentirci esclusi. Convivere con la celiachia non è una passeggiata, specialmente per chi ha stravolte all’improvviso le proprie abitudini, ma assolutamente fattibile. In Italia il cibo è convivialità, quindi se posso permettermi un consiglio, non rovinarti questo momento, niente ansia, solo attenzione. Sei fortunata ad avere degli amici veri, aggiungi a loro solo del buon cibo gluten free. Andrea.

  2. Secondo me non si può essere d’accordo: sono marito di una celiaca e padre di due figli celiaci. Mi adatto in casa ovviamente e sinceramente mi aspetto che fuori i miei figli non debbano accontentarsi di insalata o carne ai ferri, che possono essere contaminate e che non bastano a volte. Mia figlia è diabetica e non può accontentarsi di insalata e basta, deve assumere carboidrati, cosa dovrebbe fare? Portarsi il pane da casa?

    1. Ciao Nicola, grazie per aver commentato. Ognuno è giusto che abbia la propria opinione, l’insalata o la fettina ai ferri sono l’estremizzazione dei piatti che (con le dovute attenzioni) possono essere facilmente gluten free. Il sogno di tutti noi celiaci è quello di poter mangiare ovunque e con tranquillità, senza patemi dovuti al pericolo di contaminazione. Anni fa erano davvero dolori uscire a mangiare fuori casa, “celiachia” cosa è questa oscura parola? Noi tutti dobbiamo continuare a sensibilizzare i ristoratori, si è fatto tanto negli anni ma ovviamente c’è ancora molto da fare. Nel caso specifico di tua figlia, date le patologie coesistenti, devi fare più attenzione e il mio augurio è lo stesso, poter avere nel futuro prossimo la spensieratezza che noi tutti agogniamo quando mangiamo fuori casa. L’articolo nello specifico verteva sull’amicizia a tavola fuori casa, le nostre esigenze devono necessariamente incastrarsi con quelle dei nostri amici, in uno scambio equo, che quasi sempre verte in nostro favore. Andrea.

  3. La celiachia ha fatto allontanare alcuni “amici” e me ne ha fatto trovare/avvicinare altri. Do ut dês, a volte mangio una bella e ricca insalatona (possibilmente in estate) altre si va dove posso io, e non è detto che le 2 cose vadano a braccetto.

    1. Ciao Matteo, grazie per aver commentato. Ogni cambiamento radicale nella nostra vita ha dei pro e dei contro, anche la celiachia ha i suoi effetti sui nostri “amici”, ma come hai visto ne hai anche avuto di nuovi e magari più veri. Non vado matto per le insalate, sono l’ultima mia scelta nel menù, ma quando non è possibile unire le due cose, anche io celiaco posso venire incontro alle esigenze dei miei amici, che nella maggior parte delle volte fanno lo stesso per me. Bisogna saper ricevere ma anche saper dare. Concordo “do ut des”! Andrea.

  4. Io penso che se sono persone intelligenti o amici che tengono veramente a te, vanno volentieri in ristoranti gluten free. Che poi diciamolo, solitamente danno un’ampia scelta, senza chiedere sacrifici a nessuno.

    1. Ciao Talisa, grazie per aver commentato. Il piacere di stare a tavola insieme deve essere reciproco. La celiachia non è una moda ma un’esigenza, pertanto chi ci vuole bene, spesso fa scegliere noi, per poter gustare il cibo con tranquillità. Molto spesso i locali che offrono gluten free sono i migliori sul mercato e quindi anche la loro offerta tradizionale è ottima ma è anche possibile che magari il locale sia piccolo ma al contempo attento alle nostre esigenze. Quando i sacrifici anche se piccoli, vengono condivisi da entrambe le parti, sono meno pesanti da affrontare. Ovviamente alla fatidica domanda, la risposta che tutti vorremmo sentire resta sempre la stessa. Dove ceniamo stasera? In un ristorante gluten free. Andrea.

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Andrea Colino

Andrea Colino

32 anni, di Catania, lavora in una azienda che si occupa di arredamenti ed attrezzature per attività commerciali. Da piccolo, anche io facevo le classiche domande da bambini, che mettono in estrema difficoltà i genitori, ma ovviamente le mie erano incentrate sulla celiachia… e allora cosa chiedere se non “per...

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