Perché scegliere un locale del network AFC?

In tutta Italia ci sono oltre 4.300 strutture del network Alimentazione Fuori Casa, ma se vuoi che siano sempre di più anche TU puoi fare qualcosa! Vuoi sapere come? Leggi questo articolo...

Hei ciao! Benvenuto in questo nuovo blog tutto dedicato alla celiachia, alla condivisione e ai racconti… in fondo si chiama RaccontAIC per un motivo 😉

Oggi ci piacerebbe raccontare qualcosa in più sul Progetto AFC e sui locali che ne fanno parte. Sai che cosa è il network AFC? Come riconoscerne i locali? Come fanno a diventare strutture del network?

Partiamo dal principio: il Progetto si chiama AFC perché è dedicato all’Alimentazione Fuori Casa e ha come scopo quello di creare una rete di strutture informate sulla celiachia che si impegnino a garantire sicurezza e idoneità per i celiaci. Le strutture coinvolte possono far parte di categorie differenti; dai ristoranti e pizzerie, fino alle gelaterie, ai pub, villaggi vacanza, catering, laboratori artigianali e molte altre.

Chi decide di aderire a questo grande e importante progetto deve seguire un iter ben preciso (sviluppato nel corso degli anni di applicazione del progetto, con la collaborazione della Sanità Pubblica Locale):

– partecipare e concludere un corso teorico e pratico su celiachia e dieta gluten-free, organizzato dalle AIC locali, dalle ASL o da enti che collaborano con AIC
– seguire un percorso di formazione in struttura
– rispettare l’iter di idoneità per la preparazione e somministrazione degli alimenti gluten-free
– usare ingredienti idonei e non contaminati, seguendo le regole fornite da AIC
– ricevere periodicamente personale dell’AIC locale (Dietista o Tutor AFC) per sopralluoghi di controllo e consulenze specifiche.

A questo proposito è bene mettere in luce la figura del tutor AFC… la conoscete già? Il tutor AFC è un volontario molto speciale che decide di diventare il punto di collegamento fra AIC e il locale del network AFC. Il tutor è formato da AIC e successivamente svolge un’attività fondamentale nel tempo per mantenere vivo il rapporto fra AIC e il locale a cui è stato assegnato.

Una volta fatta questa premessa è facile intuire l’impegno sia da parte di AIC che da parte del locale e del personale della struttura per garantire serenità ai soggetti celiaci.

I locali che portano a termine l’iter completo ricevono una speciale vetrofania (scommetto che l’avete già vista!) che gli permette di essere riconosciuti come locali del network AFC e inoltre vengono inseriti sul sito ufficiale (https://www.celiachia.it/), sulla app e sulla guida cartacea AFC per essere accessibili in ogni occasione.

Sappiate che in tutta Italia ci sono 4.318 strutture del network AFC e speriamo che diventino molte di più! Aiutaci a farle crescere!

Esistono poi molti locali che, pur non facendo parte del Progetto AFC di AIC, si impegnano per offrire un menu senza glutine: in questi casi siate sempre scrupolosi e fate le domande che ritenete opportune per conoscere la modalità di lavoro e la serietà della struttura.

Moltissimi locali infatti conoscono il problema della celiachia e hanno seguito corsi organizzati dalle Asl locali o da altri enti, quindi fanno molta attenzione alla contaminazione, ma altrettanti considerano la dieta priva di glutine una moda, prendono il problema sottogamba e si confondono con altre problematiche alimentari, non riuscendo così a garantire la nostra sicurezza.

Mangiate dove volete, ma siate sempre attenti perché ne va della vostra salute!

Fateci sapere cosa ne pensate, aiutateci a far crescere il progetto presentandoci nuovi locali interessati a questo mondo e facendo conoscere questo grande progetto!
Per saperne di più andate su https://www.celiachia.it/ o sul sito della vostra AIC regionale!

Chiara Ferrara

25 anni, ligure, ha studiato Scienze Naturali, organizza laboratori e visite guidate nei musei/scuole/ all’aperto, su natura, animali, piante, ecologia e altro, soprattutto con i bambini ma anche con gli adulti. Fa parte del Consiglio Direttivo della Liguria, gestisce la pagina Instagram regionale e scrive anche articoli per Celiachia Notizie. Adoro leggere ogni tipo di libro, anche se prediligo il genere fantasy e i gialli, mi piacciono gli animali e la natura e sono molto curiosa. Queste sono solo alcune delle cose che mi descrivono e rappresentano, ma posso dirvi che il racconto su di me non è completo senza parlarvi della mia lunga amicizia con la celiachia. Ho scoperto di essere celiaca all’età di 11 anni e, come potrete facilmente immaginare, ci sono stati alti e bassi, ma la celiachia è sempre stata parte di me e lo sarà anche in futuro. Devo dire la verità: non ho mai avuto un brutto rapporto con lei, l’ho accettata e sono andata avanti, tirando anche un grande sospiro di sollievo insieme alla mia famiglia poiché è stata la soluzione per numerosi problemi di salute di cui soffrivo e a cui nessun medico riusciva a dare una spiegazione. Ovviamente non è stato un percorso facile, soprattutto all’inizio quando era ancora un problema poco conosciuto e si è preda dello smarrimento iniziale, ma nel corso del tempo tutto è diventato più semplice grazie all’aiuto della mia famiglia, dei veri amici e di AIC. I momenti più difficili da affrontare, sia quando si è più piccoli ma anche da adolescenti, si presentano quando si viene invitati alle feste o a casa di amici, quando sei obbligato a dire che non puoi mangiare una certa cosa o andare in un certo posto, quando conosci persone nuove, quando devi spiegare che non esistono gradi di celiachia e che non si tratta di una moda. Crescendo ho imparato ad ignorare battute e luoghi comuni, a distinguere i veri amici dai conoscenti e a rendermi conto dell’importanza della mia famiglia che mi ha sempre supportata senza mai farmela percepire come un problema. Al momento della diagnosi i miei genitori sono diventati soci AIC per avere supporto e imparare a conoscere questa nuova problematica di cui non sapevamo nulla, successivamente, quando sono cresciuta ho deciso di impegnarmi io stessa per aiutare altri che si trovavano nella mia situazione; così sono diventata volontaria, ho partecipato a sagre ed eventi, giocato con i bambini e parlato con adolescenti e adulti di informazioni corrette e buone abitudini. Ho anche partecipato a due Eventi dedicati ai giovani organizzati da AIC Nazionale per far incontrare i ragazzi, fra i 18 e i 35 anni, provenienti da tutte le regioni d’Italia; si tratta davvero di esperienze bellissime che vi consiglio. Questa è parte della mia storia, che continua ancora oggi, di condivisione, impegno, conoscenza e consapevolezza di sé e degli altri. Alla fine posso addirittura dire grazie alla celiachia perché mi ha fatto conoscere persone fantastiche che probabilmente non avrei mai incontrato senza di lei e mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco e scoprire me stessa.

7 Responses

  1. Buon giorno
    sono una mamma di una bambina celiaca, vs associata da 3 anni (da quando ne siamo venuti a conoscenza), ha 8 anni…
    Noi quando possiamo andiamo a mangiare nei locali AFC ma purtroppo non sono molti. Noi abitiamo a Casalecchio di Reno (Bologna) ma con il camper viaggiamo spesso.
    Vicino a noi abbiamo due ristoranti solo senza glutine entrambi nel vs network (Dama Rossa di Modena e Trattoria Vecchio Mercato a Bologna). Ci sono diverse strutture, pizzerie e ristoranti AFC ma preferirei andare dove sono sicura che non ci sia contaminazione…quanto vorrei che ci fossero piu’ ristoranti solo senza glutine!!!
    A parte cio’ io vi ringrazio del contributo della vs associazione…e’ stato un toccasana quando abbaiamo riscontrato la celiachia con le vs pubblicazioni, cosi’ non ci avete fatto sentire soli…Non so se ci sono incentivi per l’apertura di locali solo senza glutine e se non ci sono potrebbe essere un modo x aumentarne il numero. Da mamma sarebbe un sogno…
    Vi ringrazio e ogni tanto ho qualche sfogo ma sempre di ringraziamento nei vs confronti.
    Buona giornata

  2. 4300 strutture è veramente poca cosa rispetto a quanto è sul mercato. Penso ci sia ancora tanto da fare. Grazie comunque ad AIC per quanto fatto sinora.

  3. Sarebbe bello se tutto questo lavoro a tutela del consumatore celiaco fosse a disposizione di tutti, magari facendo pagare le spese ai titolari dei locali che ricevono in cambio una sorta di pubblicità. Invece le spese di questa operazione vengono fatte pagare ai celiaci sotto forma di iscrizione, un po’ come se l’azienda sanitaria facesse pagare al malato un abbonamento annuale.

    1. Ciao Piero, il programma AFC nasce con la volontà di garantire un servizio di locali formati e controllati da AIC in grado di garantire il pasto senza glutine in sicurezza a chi soffre di celiachia. Il programma AFC viene gestito a livello locale dalle Associate regionali e provinciali e diverse di queste richiedono un contributo economico per il sostentamento di questa attività. In altri casi, l’Associazione locale ha fatto la scelta di non chiedere un contributo economico, con la volontà di attrarre il maggior numero possibile di esercizi e garantire quindi una ampia scelta ai celiaci.

  4. Nel centro di Bologna non si trova né una pizzeria né una piadineria certificata AIC, occorrerebbe incentivare l’apertura.
    Grazie
    Cordiali saluti
    Rita

    1. Cara Rita, il network AFC conta oltre 4200 strutture, molto ancora si può fare per diffondere in modo sempre più capillare il programma e avere una concentrazione maggiore di locali vicino a noi. AIC si impegna costantemente per migliorare il progetto e aumentare il numero di strutture in ogni regione d’Italia. Se ti sta a cuore questo importante obiettivo ti segnaliamo due modi per aiutarci:

      · Sostienici con il tuo 5×1000 e invita i tuoi amici a fare lo stesso. Parte delle risorse sono destinate proprio al programma AFC: http://5×1000.celiachia.it/

      · Se hai un po’ di tempo a disposizione contatta la tua associazione territoriale (le trovi tutte qui https://www.celiachia.it/dove-siamo/) e chiedi di diventare volontaria nell’ambito del programma AFC. Scoprirai l’attività dei tutor e avrai tutte le indicazioni a riguardo

      Grazie mille per ogni contributo che potrai dare.

  5. Io ho avuto una brutta esperienza in un locale non aderente al circuito afc perché purtroppo quello aderente era chiuso e così sono stata costretta ad andare in quello non aderente e purtroppo non erano per niente informati sulla celiachia io ho ordinato un piatto di insalata specificando che non potevo mangiare pane con il glutine ma il cameriere mi ha portato il piatto di insalata con una fetta di pane. Ovviamente glielo ripetuto il cameriere mi ha portato il piatto di insalata con una fetta di pane con il glutine abbrustolito dicendomi che così non c’era più il glutine io gli ho detto che non era così
    Alla fine mi ha portato un piatto di insalata senza pane io ho mangiato ma il giorno dopo sono stata molto male perché probabilmente non aveva cambiato piatto ma avevo tolto solo il pane e quindi c’erano rimaste delle briciole di pane con il glutine.
    Io adesso verifico sempre se il locale aderenti e al circuito siano davvero aperti. Sono andata a Parigi e lo andato tutto bene poi a Vienna tutto bene aMadrid c’era un ristorante gula sana che faceva solo senza glutine era aperto a colazione e pranzo no cena. Comunque non ho avuto problemi neanche con il locale dove andavo a cena. L’ultima viaggio che ho fatto è stato a Londra locali attrezzati e personale informato anche se parlavamo in inglese per fortuna c’era mia sorella Laura che parla molto bene l’inglese mi ha aiutato a ordinare i piatti senza glutine presenti nel menù e preparati in sicurezza.

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Chiara Ferrara

25 anni, ligure, ha studiato Scienze Naturali, organizza laboratori e visite guidate nei musei/scuole/ all’aperto, su natura, animali, piante, ecologia e altro, soprattutto con i bambini ma anche con gli adulti. Fa parte del Consiglio Direttivo della Liguria, gestisce la pagina Instagram regionale e scrive anche articoli per Celiachia Notizie....

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